La classificazione in prima elementare

In questa scheda l’alunno classifica oggetti vari, di uso comune, secondo un solo criterio dato dall’insegnante o scelto dall’alunno stesso.

Questa Unità Didattica è composta da 7 diverse attività, compresi alcuni giochi per tenere alta l’attenzione dei bambini.

  1. – Individuare la forma – il colore – la dimensione – lo spessore
  2. – Una piccola indagine
  3. – La tabulazione dei trenini
  4. – Lettura dei dati tabulati
  5. – Il Tesoro: un gioco con i blochi logici
  6. – Il gioco del Passaporto
  7. – Il gioco del Domino

La presenza di giochi è molto importante, soprattutto quando la classe dà segni di stanchezza o disinteresse. Infatti, un continuo e frequente uso di schede diventerebbe noioso e pesante per gli alunni. Per questo, è consigliabile alternare attività manipolatorie e non alle schede.

In genere, si inizia sempre con un gioco o un’attività di manipolazione cui seguiranno al massimo un paio di schede.

Nella prima attività, ciascun bambino riceve alcuni blocchi logici e viene concesso tempo per una libera manipolazione del materiale ricevuto. In questa fase l’insegnante non interviene ma si limita ad osservare gli alunni stimolandoli ad esaminare gli oggetti ricevuti. Solo in un secondo momento il docente procede per evidenziare gradualmente ed una alla volta le proprietà dei blocchi logici.

Per scaricare qualche scheda per i blocchi logici, con relativa spiegazione, clicca qui.

La seconda attività prevede che ogni bambino tenga sul banco un solo blocco logico e riconsegni tutti gli altri. Uno scolaro viene invitato a descrivere il suo oggetto, a dire tutto ciò che di esso può essere detto. Gli altri alunni seguono la descrizione del compagno e controllano che i suoi enunciati siano corretti. Se l’alunno interpellato non prosegue, sarà un altro compagno che lo aiuta. La descrizione si arresta quando tutti i quattro attributi sono stati descritti; poi l’insegnante ribadisce le quattro caratteristiche di ogni blocco logico. Ogni bambino descrive il suo blocco logico. Se la classe trova difficoltà, l’insegnante porrà domande dirette; ad esempio: “Che FORMA ha il tuo blocco?” – ” Di che COLORE è ?” – ” Il suo SPESSORE è grosso o sottile ?” – ” E la sua DIMENSIONE ?” (grande o piccolo).

Nella terza i bambini conservano il loro blocco logico e l’insegnante annuncia un gioco spiegando che si formeranno, uno alla volta, dei trenini diversi a seconda del comando dato… Se il maestro dice: ” Si forma il trenino dei quadrati “, i bambini che possiedono un quadrato si alzano e vanno a formare una fila in un punto prestabilito. Il maestro controlla che ogni possessore di un quadrato sia in fila e interpella gli eventuali scolari che, pur possedendo un quadrato, sono rimasti al loro posto: “Guarda bene il tuo pezzo…, che FORMA ha ?” Quando la fila sarà completa, il trenino parte… fa qualche giro intorno all’aula ripetendo: ” Siamo il trenino dei blocchi quadrati… Siamo il trenino dei blocchi quadrati…”. Allo stop dell’insegnante il trenino si ferma ed i bambini tornano al loro posto. Il gioco prosegue formando trenini con le altre proprietà dei blocchi logici. (Trenino dei “rossi”, dei “sottili”, dei “tondi”, dei “grandi” o dei “piccoli”, ecc.)

Le possibilità offerte dai blocchi logici sono 11: – 4 forme (rettangolo, quadrato, tondo, triangolo); – 3 colori (rosso, blu, giallo); – 2 spessori (grosso e sottile); – 2 dimensioni (grande e piccolo). (Se si sono formati tutti i trenini possibili, ciascun alunno ha senz’altro partecipato a 4 trenini; infatti ogni blocco ha 4 caratteristiche). Dopo averle esaurite tutte i bambini si accorgeranno di aver partecipato a più trenini; per esempio sia a quello dei quadrati che a quello dei rossi oltre a quello dei grossi e dei piccoli. L’insegnante allora chiede alla classe: “Chi sa dire a quali trenini ha partecipato?”. Tra i molti che hanno alzato la mano, il maestro invita un alunno a rispondere. Se l’allievo indugia gli si può chiedere: ” Hai partecipato al trenino dei rossi ?” Per rispondere, lo scolaro dovrà controllare se il suo il suo blocco è rosso. ” Hai partecipato al trenino dei grandi ?” L’alunno dovrà di nuovo confrontare il suo blocco per vedere se corrisponde alla qualità nominata. Ad un altro bambino, il maestro chiede di enunciare una proprietà del “suo” blocco logico. Supponiamo che il bambino cominci con dire “è tondo”; il maestro lo interpella subito chiedendogli: “Allora tu hai potuto, oppure no, partecipare al trenino dei tondi ?…… Se io dicessi di formare ancora il trenino dei tondi, tu potresti parteciparvi ? ….. Rivolgendosi ad un terzo alunno il maestro chiede: “E tu, a quali trenini hai potuto partecipare ?” Per rispondere lo scolaro dovrà riferirsi alle quattro caratteristiche del suo blocco logico. La stessa cosa viene chiesta ad un quarto bambino, poi ad un quinto e così via… finché ognuno capisce che ha partecipato a 4 trenini che corrispondono proprio alle 4 qualità specifiche del suo blocco logico. 3. LA TABULAZIONE DEI TRENINI Il maestro annuncia che, per poter ricordare, è bene “registrare” in qualche modo i trenini cui ogni bambino ha partecipato . A tale scopo ogni bambino riceve una tabella riportante i nomi di tutti gli alunni della classe e le undici possibili qualità (vedi scheda seguente da tenersi come esempio) Inoltre il maestro riproduce sulla lavagna la scheda che ha appena distribuito alla classe (alla lavagna non sono necessari i segnaposto) e invita ciascun bambino a fornirsi di un foglio che userà come aiuto per tenere il segno di riga. Ora è necessario rifare con tutti gli allievi l’indagine fatta solo con alcuni nel punto precedente: va chiesto a tutti, uno per uno, a quali trenini ha partecipato. a) Il primo alunno della lista riferisce un trenino cui ha fatto parte. Supponendo che sia quello dei quadrati il maestro si rivolge a tutti: ” Allora, bambini, trovate la riga di (nome dell’alunno/a) che ha il segno …… ci siete ? Ora collocate il foglio sotto quella riga, diritto .., tutta la riga si deve vedere bene”. Il maestro fa un giro per i banchi per controllare e per aiutare chi ne avesse bisogno. Poi invita tutti a trovare, in alto, la colonna dei quadrati e a porvi sopra il dito e contemporaneamente fa vedere alla lavagna dove si trova il simbolo del quadrato (un altro giro di controllo non è superfluo …..). Fa poi vedere alla lavagna come procedere dicendo: ” Scendete diritti fino al bordo del foglio che tiene il segno della riga e trovate la casella dove mettere una crocetta !” Un ulteriore giro di controllo è necessario per individuare gli errori, per aiutare chi avesse difficoltà e far comprendere bene il giusto procedimento. b) Si procede con lo stesso scolaro fino a registrare tutti e quattro i trenini cui egli ha partecipato. Lo stesso lavoro va ripetuto per ciascun allievo della classe. Gli alunni non dovrebbero avere difficoltà nel riferire i trenini cui hanno fatto parte poiché nel lavoro svolto durante l’indagine descritta nel § 1.2, hanno avuto modo di comprendere come individuare tali trenini in quanto dispongono ancora del blocco con cui hanno giocato. Se qualcuno non dovesse saper dire i “suoi trenini”, l’insegnante lo aiuterà con opportune domande ad individuarli: “Quale FORMA ha il tuo blocco logico ?”; “Allora, se ha forma quadrata, hai partecipato al trenino dei quadrati ?”. Così aiutato, lo scolaro dovrebbe dare l’esatta risposta……..Se lo stesso bambino, dopo un primo aiuto, presentasse difficoltà anche nel riferire i successivi suoi trenini, non è il caso che l’insegnante si scoraggi (siamo in classe prima, si ricordi, e per di più ancora nelle prime settimane di scuola), ma offrirà all’allievo un ulteriore appoggio: “Bene, bravo, ora dimmi di che COLORE è il tuo blocco logico ?” …. “Ma allora, se è giallo, hai potuto andare con gli altri gialli a fare il trenino ? Lo stesso si faccia con lo SPESSORE e con la DIMENSIONE. Per non annoiare il resto della classe è bene coinvolgerla nell’aiuto chiedendole opportuni interventi chiarificatori per il compagno in difficoltà Va detto che questo lavoro, lungo e paziente, del docente serve per assicurare il buon esito delle attività precedenti e per rinforzarle. Inoltre si tratta di un lavoro fatto una volta per tutte e che faciliterà moltissimo altre future attività in cui si dovranno usare tabelle a doppia entrata. Terminata la tabulazione, ciascun allievo colorerà leggermente di giallo la riga della tabella che riporta il suo nome ed i relativi dati di partecipazione ai vari trenini. Fatto ciò, ogni alunno conta e riferisce a voce alta il numero delle “sue” crocette. Se il lavoro è stato eseguito bene, la risposta di tutti sarà “quattro”. ” Bene – dice il maestro – tutti avete quattro crocette, ma cosa significa ogni crocetta? Alzi la mano chi sa rispondere” …………Pian piano la classe perviene a comprendere che ogni individuo ha partecipato a quattro trenini proprio perché ogni blocco logico possiede quattro proprietà: forma, colore, spessore, grandezza.

 

Nella quarta attività si leggono i dati dei tabulati. Terminata la tabulazione, i bambini riconsegnano il loro blocco logico ed il maestro richiama la loro attenzione ponendo la seguente domanda: ” Ora che non avete più il blocco logico, come farete per sapere a quali trenini avete preso parte ?”. Bisogna scoraggiare i tentativi di “indovinare” o il ricorso alla memoria; chiedere un modo sicuro per ricordare tutti i trenini cui ognuno ha fatto parte. Ci sarà egualmente chi tenterà di indovinare dimostrando così di non aver capito un gran che della tabulazione …. ma la gran parte della classe dovrebbe suggerire (almeno così è accaduto nell’esperienza dell’autore) di utilizzare il foglio su cui sono stati registrati per ciascun bambino tutti i trenini cui egli ha partecipato. ” Allora vediamo” – dice il maestro … – e chiamando uno scolaro gli chiede: – 1°) I trenini cui egli ha partecipato; – 2°) i trenini cui ha partecipato un suo compagno (nominato dal maestro). Ciascun bambino dovrà riferire su quanto richiestogli esposti: i “suoi trenini” e quelli di un compagno suggerito dal docente. Mentre uno scolaro riferisce quanto appena specificato, il resto della classe controlla per rilevare eventuali errori o imprecisioni del compagno. B) Una veloce valutazione formativa Ogni bambino viene invitato ad usare la tabulazione e a dire quale blocco logico aveva durante il gioco dei trenini. Gli alunni meno dotati o quelli in difficoltà possono essere aiutati con domande: ” Quale FORMA aveva il tuo blocco logico ? …. Quale COLORE ? … Quale SPESSORE ? … Quale DIMENSIONE ?”. Individuato il blocco logico, il bambino lo preleva dalla scatola: “Ecco il mio blocco logico, ha forma … , è di colore … , ha lo spessore … , ha la dimensione ….Il resto della classe controlla se il compagno di turno legge esattamente il suo blocco logico, se preleva quello giusto e se la descrizione di esso è corretta. C) La sintesi orale e il disegno. La classe ripercorre oralmente quanto si è svolto dalla formazione dei trenini fino alla lettura dei dati. Un alunno inizia a raccontare … , viene interrotto per far proseguire un compagno ……. e così via fino ad esaurire il percorso effettuato . Durante il racconto è bene lasciare spazio a chi volesse intervenire per fornire maggiori dettagli su quanto è stato fatto, ma la sintesi deve riguardare solo i momenti più significativi e non i dettagli di poca importanza. Per ultimo, tenendo il blocco logico sul banco, ogni bambino lo riproduce con il disegno sul quaderno, poi disegna liberamente la fase del lavoro che più lo ha interessato.

I blocchi logici si prestano a molte attività ludiche che divertono i bambini e che permettono loro di perfezionare conoscenze e abilità relative alla classificazione. Qui, e nei paragrafi successivi, alcuni dei tanti giochi possibili. Ciascun alunno riceve almeno un blocco logico. Le prime volte è bene iniziare con un solo blocco, poi si può complicare il gioco aumentandone il numero tenendo però presente che, a questa età, i bambini faticano molto a controllare contemporaneamente due realtà. Il capo gioco (le prime volte l’insegnante) pensa ad un blocco logico compreso tra quelli distribuiti e di esso indica uno o due attributi tra i quattro possibili. I bambini mettono in mostra i pezzi adeguati tenendoli nella mano alzata. Il capo gioco prosegue nominando un’altra qualità per cui alcuni bambini devono “ritirare” il loro pezzo abbassando il braccio. Infine il capo gioco nomina l’ultimo attributo del pezzo che ha in mente; altri alunni saranno costretti a ritirare il loro pezzo; in questo modo rimane un solo bambino con il suo pezzo tenuto nella mano alzata. Si ricomincia la “caccia al tesoro” con a capo gioco il bambino rimasto. Esempio: CAPO GIOCO: “Chi ha il tesoro quadrato e rosso ?” (naturalmente si può dire solo rosso o solo quadrato allungando così di un passaggio la fine del gioco).=> Quattro bambini alzano i loro quadrati rossi (grande e sottile, piccolo e sottile, grande e grosso – piccolo e grosso). CAPO GIOCO: “Chi ha il tesoro quadrato, rosso, grosso ?”=> Due bambini ritirano il loro pezzo sottile mentre restano alzati solo due pezzi: il quadrato rosso grosso e grande ed il quadrato rosso grosso piccolo. CAPO GIOCO: “Chi ha il tesoro quadrato, rosso, grosso, piccolo ?” => Il bambino con il quadrato rosso grosso grande si ritira per cui alla fine rimane un unico alunno con il suo quadrato rosso grosso e piccolo. Il gioco si ripete per alcune volte (ma può essere ripreso e usato ogni qual volta lo si ritenga opportuno). Gli alunni rappresentano con il disegno il gioco avvenuto. Se gli alunni sanno già scrivere, nei loro disegni possono usare il “fumetto”. A disegno ultimato segue la descrizione orale che spieghi quanto avvenuto, le regole ed i momenti più importanti del gioco.

 

IL GIOCO DEL PASSAPORTO. Due bambini hanno ciascuno un blocco logico e fanno le guardie di frontiera. Tutti gli altri alunni sono i “turisti ” che si presentano al confine dopo aver scelto dallo scatolone dei blocchi logici un passaporto valido…….. . La validità è data dal fatto che il blocco presentato come passaporto deve avere almeno una caratteristica comune ai blocchi tenuti dalle guardie. Passa solo chi presenta il passaporto riconosciuto valido dalle guardie le quali devono dire in base a quale criterio fanno passare o respingono il turista. Il compito più difficile è quello delle “guardie” che devono controllare tutti i passaporti. Perciò e bene che tutti facciano almeno una volta la guardia. Anche l’insegnante partecipa al gioco come “turista” e, per assicurarsi della efficienza delle guardie, sceglie di tanto in tanto un passaporto non valido. 7. IL GIOCO DEL DOMINO A “INCROCIO” Questo gioco è possibile utilizzarlo non solo mentre si lavora con i blocchi logici. Infatti nell’arco di tutto l’anno scolastico si può riproporre più volte queste attività ludiche sia come “ripasso” che come interruzione ricreativa. 1- La classe si suddivide in 4 gruppi; a ciascun gruppo vengono consegnati 12 blocchi logici scelti a caso dall’insegnante. 2- Tracciare sul pavimento, o su di un foglio di carta, un grande incrocio (con le “strade” larghe almeno quanto i blocchi logici); quindi viene stabilito l’ordine nel quale ciascun gruppo deve operare. 3- La squadra iniziante depone uno dei suoi blocchi al centro dell’incrocio. Le squadre seguenti possono porre, sulla linea orizzontale o verticale, solo un pezzo che abbia almeno due caratteristiche di quello posto al centro. Se un gruppo non possiede pezzi da depositare, salta il turno. Il gioco prosegue fino a esaurire tutte le possibilità, cioè fino a quando non è più possibile per nessun gruppo depositare blocchi logici secondo le regole sopra indicate. VINCE la squadra che per prima esaurisce i suoi blocchi logici, oppure quella che rimane con il minor numero di pezzi. Alla fine del gioco i bambini ne descrivono le regole come se dovessero spiegarlo ad un compagno che non lo conosce. Si può chiamare un allievo di un’altra classe il quale ascolterà la descrizione che giudicherà positiva solo se avrà compreso come si gioca, diversamente porrà le domande opportune per chiarire i punti oscuri e illustrati male.

One thought on “La classificazione in prima elementare

  1. maria grazia altieri on

    davvero divertenti e stimolanti questi giochi per bambini, con oggetti didattici che diventano ludici

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